giovedì 5 agosto 2010

Occhi di MEMO.



Con una telecamera all'occhio sinistro di lei ed un'altra all'occhio destro di lui, la coppia di marmo potrebbe diventare un'eccellente supporto alla security della MEMO. Non solo, potrebbe memorizzare sequenze video in modalità stereo da  dare in pasto alla creatività dei futuri videomakers in erba, ospiti giocosi del kinderheim di piano terra. Giriamo l'idea, senza costi aggiuntivi, agli organi preposti al governo dell'istituzione culturale fanese.

Vita da cani.




Io preferisco starmene fuori. Sarà la pioggia, saranno altre circostanze che chi fa una vita da cane non può capire, ma dentro c'è un bordello tale che neppure i canili più progressisti ed affollati saprebbero tollerare. Loro, quelli lì dentro con il badge al bavero, lo chiamano Cultura.

martedì 3 agosto 2010

Opinioni in corso.



......................In questo momento ti sto scrivendo dalla Mediateca. Non mi sta piacendo molto. Sono dovuta tornare a casa a prendere il mio portatile perchè tutte le postazioni sia al piano terra che al secondo erano occupate da bambini e ragazzini che si collegavano a internet per fare i giochini elettronici. Non è possibile, al limite dovrebbero fare spazi separati per adulti e bambini!............(commento via mail di una persona amica)

Occorrerà si tenga pure conto dell'opinione dei frequentatori adulti della MEMO! Chiunque può constatare come si vada consolidando in maniera prepotente la consuetudine ad un utilizzo esclusivamente ludico delle postazioni multimediali.
Tutto ciò non può essere in alcun modo giustificato dalla massiccia affluenza del pubblico più giovane di sovente, peraltro, accompagnato dai propri genitori. Semmai, una qualche elementare quanto generica nozione di "multimedialita" avrebbe dovuto essere richiesta come competenza di base agli operatori selezionati per ricoprire ruoli che, si presume, non afferiscano unicamente alla custodia ed al controllo sulle opere in scaffale. L'idea originaria di un progetto di Biblioteca Multimediale, la cui Missione fosse quella di aprire ai contenuti dei cosiddetti New Media, rischia una banalizzazione estrema, se non si rafforza il proposito di garantire a tutti gli utenti un esercizio critico dell'accesso. Questa la mia diagnosi. Alla terapia, pensino la Direzione ed il c.d.a.
Sia chiaro: questa è un'opinione, senza alcuna ambizione. Ma, da cittadino cosciente e vigile, non può essere taciuta.

domenica 25 luglio 2010

A scanso di equivoci.

Perchè non paia eccentrico o smanioso di protagonismo l'impegno personale profuso in questo blog, a sostegno della salvaguardia e della promozione delle istituzione culturali cittadine, ecco il testo della Lettera Aperta indirizzata ai Candidati Sindaco della Città di Fano il 26 Maggio 2009:

Stefano Aguzzi
Carlo De Marchi
Federico Valentini

loro sedi

e p.c.
Fondazione Carifano
Fondazione Montanari
Assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro Urbino
Assessore alla Cultura e Turismo della Regione Marche
agli Organi di Stampa locale
ai tanti amici eticamente sostenibili


Cari Candidati,

voglio dichiararVi di tenere profondamente al decoro urbano ed al progresso civile e culturale della nostra città. Sento il dovere, perciò, di esprimere la mia personale visione - stimandola un contributo lucido e costruttivo, per quanto critico – in merito alle condizioni più problematiche della vita comunitaria. Fatto salvo che in materia di urbanistica, di promozione turistica, nonché di salvaguardia del territorio e sviluppo delle attività produttive, sono dell’opinione che:


sia sconveniente ed insostenibile puntare in modo esclusivo sul business aeroportuale;



sia urgente porre attenzione fattiva alla salvaguardia del bello urbano; basta guardarsi attorno: un altro Centro Commerciale all’ex Molino Albani, vie del Centro Storico abbandonate alla marginalità e al degrado, una periferia che dilata i propri confini unicamente secondo la logica dell’interesse particolare, la paralizzante condizione della viabilità cittadina e la sconsolata assenza di verde pubblico;



sia lungimirante favorire, sostenere e promuovere l’impresa dell’intelligenza diffusa, quella che occupa il territorio con discrezione e preserva l’ambiente con le tecnologie meno invasive, detto con una metafora alla moda, più software e meno hardware;



sia matura l’epoca, anche a Fano, per dare corso ad efficaci politiche di marketing territoriale;



sia scelta categorica fare un uso non privato dei beni pubblici;



è al settore della Conoscenza, diciamo della Cultura in generale, su cui concentro la mia spassionata ed appassionata attenzione, dal momento che nessuno oggi sarebbe in grado di negare che investire sulla Ricerca e sulla Creatività possa garantire – certo, non in tempi brevi – un prestigioso ritorno di Immagine per la città, con prospettive economiche di assoluto valore.

In ragione di ciò, mi permetto di sottolineare con forza l’urgenza di non correre il rischio di adottare odiosi criteri di tipo clientelare, quindi estranei alla corretta stima delle competenze, nella nomina di responsabili istituzionali, come nel caso – prossimo a venire – del Presidente della Fondazione Federiciana.
In questi ultimi giorni di campagna elettorale, il clima e le promesse che si percepiscono provenire dai Vostri apparati sono tutt’altro che rassicuranti in proposito.
Qualora venissero accolte le istanze – legittime, ma improprie – di alcuni settori culturali cittadini, verrebbe meno l’obiettivo - questo, sì, politicamente imprescindibile - di offrire alle giovani generazioni una fondamentale occasione di formazione per il proprio futuro.
E’ giusto l’indirizzo espresso da persona con competenze di eccellenza in materia di gestione degli apparati digitali (senza i quali non esisterebbe multimedialità alcuna) che potrebbe garantire l’obiettivo primario di esprimere progetti di alto tenore creativo ed innovativo.
Mi permetto, forte di ben collaudate esperienze personali, di indicare nell’appartenenza anagrafica alla generazione dei quarantenni, nella pertinemza del curriculum formativo-lavorativo alla specificità multimediale, nell’esperienza progettuale in campo digitale e nella conoscenza delle lingue estere, i criteri di valutazione delle candidature al ruolo di Presidente della Memo.
Va da sè che queste mie aspettative di cittadino facciano riferimento a modelli di comportamento etico, oltrechè politico, che ciascuno di Voi e dalla propria parte, non vorrà misconoscere. Se non altro, in linea di principio.
Buona competizione,


Lorenzo Amaduzzi


26 Maggio 2009